Lo consiglio per un primo appuntamento. l'atmosfera e l'accoglienza sono ideali per rompere il ghiaccio. La cucina è raffinata ma non impegnativa: fatevi consigliare su quale piatto del giorno consumare. Il locale è piccolo, è bene prenotare prima. Il parcheggio è un pò ostico ma nei dintorni ci sono molti locali carini per il dopo cena.
(lioli)
Giovedì sera, ore 21, rientro dal lavoro esausta e sfiduciata e con il frigo vuoto. Il fidanzato impietosito chiama il ristorante che ha aperto da qualche mese e che sta proprio dietro casa....
Scannabue, Grazie!!!
Arriviamo alle 22 e scegliamo un tavolo nella saletta interna, meravigliosa, intima e romantica che si affaccia su quella che secondo me è una delle più belle piazze di Torino, Largo Saluzzo. Davanti al menù abbiamo un'altra piacevole sorpresa. Niente nouvelle cusine e neppure le tristemente classiche penne vodka e salmone!!! La cucina è regionale ma con rivisitazioni o invenzioni che ci incuriosiscono e l'elenco dei fornitori ci rassicura e ci fa venire voglia di assaggiare tutto!!
Per il vino ci affidiamo all'esperienza del giovane sommeiller che ci porta un Barbera Villafiorita delizioso. Come antipasto abbiamo scelto un tonno di coniglio e un'albese....che carne!!Da non perdere assolutamente, davvero difficile trovare della carne così buona a Torino.
A questo punto il mio fidanzato una tagliata di fassona non vuole proprio perdersela. E infatti la ordina al sangue. E non sbaglia! Io invece vado sulle linguine di gragnano con calamari.E non sbaglio nemmeno io! Sono piatti semplici ma che il più delle volte cucinati a casa falliscono e mangiati al ristorante deludono moltissimo. E invece allo Scannabue i due cuochi sono dei veri maestri, hanno il tocco personale e la fantasia che fanno la differenza. Per me è questa la grande cucina.
E in più sono generosi, e per per due buone forchette come noi è un sogno!!
Andateci, e non perdetevi la tarte tatin e la millefoglie con crema chantilly e fragole fresche. Deliziose entrambe. Bissiamo il dolce con un tortino con cuore caldo al cioccolato, uno in due per non esagerare e due grappini Berta (non ci credo, l'abbiamo trovata!), che beviamo con calma, nessuno ci fa pressione per liberare il tavolo.
I prezzi sono assolutamente ragionevoli, data la qualità, la quantità e l'ottimo servizio!
Insomma, quella che era iniziata come una serata da dimenticare ci ha fatto scoprire un ristorante indimenticabile e da consigliare a chi ama l'ottima cucina, la serenità e la passione che trasmettono i tre giovani proprietari, che scopriamo essere (siamo due chiacchieroni...) il sommeiller Gigi e i cuochi Elisabetta e Paolo.
Sono felice!!!.. abbiamo finalmente trovato il nostro ristorante a Torino!
Edonè & Eutymia, ovvero piacere e gioia spirituale sono i due sensi che provo ogni qualvolta varco la soglia del ristorante Scannabue, in entrata e in uscita. In entrata soprattutto per l'ambiente curato, ricercato e raffinato ma nello stesso tempo assolutamente non ostentato e in uscita... bhè, grazie a una delle cucine di qualità migliori presenti nel panorama cittadino (ma non solo) e a una selezione di vini di rara presenza in altre simili realtà.
La lista dei fornitori (con tanto di indirizzo) stampata sul lato sinistro del menù è la più evidente testimonianza della qualità dei prodotti, mentre le serate dedicate alle degustazioni comprovano la grande passione per la cucina dei due cuochi e del sommelier in sala.
Le portate "forti" dello Scannabue (come il tonno di coniglio, i tagliolini di gragnano con calamaretti e pomodorini, i gnocchetti fatti in casa con pesto ligure o la tagliata di Fassona) si accompagnano ai piatti di stagione per garantire sia costanza nel menù sia alternanza e possibilità di esperire sempre nuovi sapori.
Che dire, non mi stupirei affatto se, pur essendo stato inaugurato nemmeno un anno fa, trovassi lo Scannabue segnalato nelle migliori guide del settore.
Davvero complimenti.
Tratto dalla Repubblica di domenica 12 aprile 2009 pagina V della Cronaco di Torino.
C'è voglia di ripartire
quattro nuovi locali in città
In Langa si punta sul golf
...... E scannabue, piacevole enotavola in uno degli angoli più segreti e belli di Torino,
largo Saluzzo in pieno San Salvario....
(Marco Trabucco)
Tenerezze che si possono gustare da Scannabue, sofisticato Café Restaurant aperto lo scorso luglio in Largo Saluzzo, di fronte al teatro Baretti. Una via di mezzo fra il bistrot e il ritrovo letterario, avvolto nei legni scuri di rovere della Slavonia, in cui Paolo e Gigi, architetti, ed Elisabetta, esperta di beni culturali, si dividono fra sala e fornelli. Piacevole sosta per un pranzo curato e leggero, a sera, con lo sfondo di una piazzetta che sa tanto di Parigi, invita a cene più meditate, in cui la carne, tutta fassone piemontese, è anima di tartare, agnolottini del plin ai tre arrosti, tagliate, costate di fassone, guanciale di vitello brasate nel vino rosso. Fil rouge di una lista che a Pasqua contempla agnello sambucano al forno, e in ogni stagione non esclude il pesce e qualche misurata sperimentazione a sorpresa.
(Federica De Luca)
Ecco cosa scrive il giornalista Guido Andruetto su di noi sul periodico Rodeo Italia di Ottobre 2008 a pagina 95/Uscire.
Forse in pochi conoscono la storia di Aristarco Scannabue,pseudonimo dietro il quale si celava il critico letterario Giuseppe Baretti,che fu tremendo fustigatore,della seconda metà del '700,della cattiva letteratura su cui pesava,a suo dire,la responsabilità della decadenza morale del popolo italiano. dalle pagine del periodico "La Frusta Letteraria",da lui fondato a Venezia,attaccava i cattivi autori e i loro libri,e a lui è dedicata via Baretti a Torino ( la sua città natale),nel quartiere San Salvario,dove di recente ha aperto un nuovo ristorante splendidamente concepito e il cui nome,Scannabue,è un omaggio a quel genio irriverente di cui oggi si sa poco o nulla.Bella esperienza,dunque,cenare allo scannabue,non solo per i cibi di rara bontà e leggerezza che qui vengono serviti,ma anche per il fatto che l'ambiente è culturalmente sofisticato e odora di passioni per la cucina del territorio e per la lettura.La cantina straordinaria nella sua composizione,varrebbe da sola una visita.
(Guido Andruetto)
Having lived in Turin for the past 5 years I've come to appreciate the wonderful food culture in this city. I'm always on the look out for new and delicious places to eat.
Scannabue is definitely one of them! The location is idillic, situated in a pretty square in the heart of San Salvario overlooked by a beautiful church and well-lit in the evenings.
Apart from the original decor of the restaurant and the friendly staff, the food is excellent, offering a wide variety of dishes from all over Italy. The portions are perfect and the produce fresh and often hand-made on the premises (try the freshly prepared pasta dishes!). To accompany the food there is an impressive wine and spirits list covering many regions in Italy and a wide price range. I strongly reccomend giving it a try!
Ho letto la recensione di Giogin e avevo paura di fare la fame! In realtà i piatti sono super abbondanti e deliziosi. Ottimo l'antipasto di pesce (la branda), taiarin ai funghi buonissimi (e contro ogni dieta, altro che porzione piccola!!!). La carne (fassone) buona, ottimi i dolci (dalla tarte tatin ai dolci al cucchiaio). Buona carta dei vini, bello l'arredamento, gentili i proprietari. Unico difetto: bisogna prenotare con qualche gg di anticipo perchè si è sparsa la voce che il locale merita!!!
Fra
Non inganni il nome di questo elegante caffè-ristorante. “Scannabue” non si riferisce a truculenta macelleria, ma è una dotta e azzeccatissima citazione dello pseudonimo Aristarco Scannabue, col quale sferzava i contemporanei il letterato Giuseppe Baretti (Torino 1719 – Londra 1789). E a Baretti è dedicata la via che incontra Largo Saluzzo, proprio dove il locale è stato di recente aperto, con ampio e piacevole dehor sulla piazzetta. L’interno è ristrutturato in modo raffinato, con arredi solidi e classici, ma anche con piacevoli citazioni contemporanee: solenne e inspiegabilmente leggera, una colonnona porta-bottiglie in acciaio e saldature nasconde la scala a chiocciola per lo scantinato-magazzino. Una seconda sala dovrebbe presto integrare la ventina (?) di coperti all’interno. Si è nel cuore della San Salvario multietnica e pian piano rivalutata, come testimoniano la bella facciata illuminata di San Pietro e Paolo e le palazzine d’epoca ristrutturate, sfruttate come location per un film al momento della prova (26 agosto 2008, h. 20:15-22:30). Passeggiano intorno eritrei e barbuti maghrebini, ma la cucina dello Scannabue è provocatoriamente tradizionale e macro-regionale. Bella l’idea di unire a tavola Piemonte e Liguria, ammiccando oltralpe, ma senza esagerare – di Nouvelle Cuisine neppure l’ombra. Sia le scelte di carne (tartara con uovo e salsina alla senape – torneremo in stagione per una grattatina di bianco d’Alba –, tonno di coniglio, tagliata di fassona tenerissima e saporita) che di pesce (branda – terrina tiepida ligure di patate e merluzzo – stufato di polpo al pomodoro) ... ma c’è dell’altro che invita a tornare – sono convincenti e appaganti. Ingredienti – carne, pesce, ma anche oli, verdure... – scelti con l’intelligenza e il buon gusto che vorremmo sempre vedere tra i giovani ristoratori emergenti. Forse una verdurina di stagione farebbe buona compagnia alle impeccabili patate al forno, come contorno della carne. Tra i primi ci siamo fermati agli gnocchetti di patate morbidissimi, conditi con un pesto fresco, profumato, con tutti gli ingredienti nella giusta consistenza e quantità: pinoli, aglio, formaggio... Dolci al cucchiaio – abbiamo provato la mousse freschissima di fragole e la crème brûlée – a degna conclusione di un pasto da ricordare. Carta dei vini ricca, con buone cose anche fuori dal Piemonte. Ho dimenticato di controllare se dell’Erbaluce hanno anche grappa e passito. Servizio giovane e attento, forse con qualche attesa di troppo tra una portata e l’altra. Prezzi nella norma, portate da 6 a 16 Euro, facili da combinare in menù di proprio gradimento. Bravi! L’eleganza e la freschezza della tradizione delle quali San Salvario aveva certamente bisogno.
(Ale69Ivrea)