Chi è Scananbue

“D’alta statura, vivace, allegro, frequentatore delle festevoli brigate, altiero, millantatore, impetuoso, collerico, vendicativo, di un coraggio pronto e risoluto, onest’uomo fino alla fierezza, di severi costumi, lavoratore indefesso, costante nelle amicizie, compassionevole, benefico al di là de’ suoi mezzi e religioso senza superstizione. “

Siamo nel 1763 quando il Baretti, spirito irriverente e ribelle, inizia a pubblicare con lo pseudonimo di Aristarco Scannabue, la rivista "Frusta letteraria" , un quindicinnale di stampo polemico, un'arma efficace contro la stucchevole poesia bucolica, l'erudizione accademica, il bigottismo religioso. Baretti condanna e “frusta” la decadenza letteraria di quell’epoca, insistendo, invece, sulla spontaneità della forma, sulla preminenza del contenuto, sul gusto della scelta di un vocabolo vigoroso. Baretti espresse con libertà il suo estro bizzarro, caustico e divertito di déraciné, di cosmopolita, di giornalista e scrittore lontano dalle grandi istituzioni culturali.

 

Il personaggio: ARISTARCO SCANNABUE

VIVERE, VIAGGIARE, COMBATTERE piuttosto che a leggere e scrivere!
Questo il motto di Aristarco Scannabue, celebre grammatico e critico, il cui nome ben suggerisce la sua intenzione di “scannare gli scrittoracci moderni. Si circonda da libri e da animali esotici, ha 75 anni, una gamba di legno, la sinistra, il labbro inferiore ferito da una sciabolata. Porta il capo coperto d’un turbante, indossa una lunga zimarra foderata di pelliccia, un gran paio di mustacchi, una scimitarra sul fianco e passa il tempo ad arrestare la moltiplicazione degli scimmiotti castrandoli, e, i sopravvissuti, li battezza con nomi di poeti o prosatori moderni.

E ‘un uomo che si ribella al sistema e ad un mondo che non gli rassomiglia e a cui lui, benché meno, si sogna di rassomigliare.